
I tavolini da Bistrot ricordano le dame, della nobiltà e della borghesia, che vi venivano per la cioccolata o per il thé, in compagnia degli ufficiali del presidio o dei professorini del Liceo-Ginnasio: Pastonchi e Bontempelli.
Vi entrarono Re Vittorio e il bel Principe Umberto, in cerca di emozioni; vi entrarono occupanti agguerritissimi, per un momento domati; vi entrarono ministri del Re e della Repubblica, industriali potenti e finanzieri audaci.
La frequentano - oggi che i coniugi Torta ne hanno rivisitato la produzione - i protagonisti del turismo selezionato e colto che la bella Cherasco ha saputo attrarre, anche sollecitandone la golosità.
Si parla di attori di grido, di candidati al Nobel, di uomini di mondo provenienti da tutti i paesi del mondo; persone di cui si parla nel gran fiume di gente che non resiste alla tentazione dei gioielli multicolori esposti nelle vetrine, ed entra, e, in paziente attesa di una raffinata confezione, si lascia rapire dall'atmosfera buona della Pasticceria.
Come i bambini di un tempo diverso davanti al dono inatteso di un giorno di inconsueta fortuna.